Ventenni e tarocchi: perché la Generazione Z torna alle carte tra TikTok e spiritualità fai-da-te
di Redazione
18/09/2026
Chiunque abbia passato qualche minuto su TikTok dopo mezzanotte conosce la scena. Un tavolino coperto da un panno scuro, una candela accesa e un po' fuori fuoco, due mani che mescolano un mazzo con una lentezza studiata e una voce che sussurra, più o meno, che se il video è arrivato fino a te c'è una ragione. Le letture dei tarocchi accumulano sotto i relativi hashtag miliardi di visualizzazioni, e a guardarle sono in larga parte ragazzi e ragazze tra i diciotto e i ventisei anni, cioè la generazione che sulla carta dovrebbe essere la più scettica, quella cresciuta tra fact-checking, meme sulle fake news e lezioni di educazione digitale. Il paradosso salta all'occhio. A osservarlo da vicino, però, e senza l'ironia un po' paternalistica con cui di solito lo si liquida, smette di sembrare così strano.
Tarocchi su TikTok: l'algoritmo come nuovo salotto della cartomante
Il formato più diffuso si chiama "pick a card": sullo schermo compaiono tre mazzetti coperti, chi guarda ne sceglie uno mentalmente e poi scorre il video fino alla lettura corrispondente. È un meccanismo semplice, quasi infantile, eppure funziona perché sfrutta una sensazione che l'algoritmo alimenta di continuo, quella di ricevere contenuti pensati apposta per sé. Se il feed sa che ti piacciono certe canzoni e certi tagli di capelli, perché non dovrebbe sapere anche che sei nel mezzo di una rottura?
Una volta la cartomante stava in una stanza sul retro, con la tenda di perline e l'odore di incenso. Oggi abita il feed "Per te", tra un tutorial di trucco e un video di cucina, e ha costruito attorno a sé un'estetica precisa, fatta di cristalli, luci calde e lessico psicologico. Molti creator monetizzano con i regali virtuali durante le dirette e con letture private a pagamento, e il pubblico più giovane spesso compra il proprio mazzo: le ristampe del mazzo Rider-Waite e i tarocchi illustrati da artisti indipendenti si trovano ormai in libreria accanto ai graphic novel, non più nel reparto esoterico in fondo al negozio.
Spiritualità fai-da-te e Generazione Z: credere a metà
Se si chiede a un ventenne che legge i tarocchi se ci crede davvero, la risposta più frequente è un'alzata di spalle. La Generazione Z raramente dichiara una fede, preferisce una posizione intermedia, un po' giocosa e un po' seria, che i sociologi descrivono con l'espressione "spirituali ma non religiosi". In un Paese dove la pratica religiosa tra i giovani è in netto calo da tempo, il bisogno di rituali, simboli e domande sul senso non scompare: cambia contenitore, e si costruisce una spiritualità fai-da-te che mescola astrologia, meditazione guidata, app come Co-Star e appunto le carte.
Per molti di questi ragazzi i tarocchi funzionano meno come oracolo e più come vocabolario. La Torre, l'Appeso, il Matto offrono nomi e immagini a situazioni che altrimenti resterebbero confuse, un periodo di crollo, una fase di stallo, un salto nel vuoto. C'è chi tiene un diario delle estrazioni quotidiane e chi usa la carta del giorno come spunto per riflettere su ciò che sta vivendo, senza aspettarsi profezie.
Il passaggio successivo, per una parte di loro, è la voce. Dopo settimane di letture collettive, che per definizione parlano a tutti e quindi a nessuno in particolare, qualcuno sente il bisogno di formulare una domanda propria e di ricevere una risposta che non sia stata registrata per centomila persone. Allora, di solito la sera e dalla propria camera, si può cercare cartomanzia al telefono gratis con Giupiter.com con la stessa naturalezza con cui cercherebbe un ristorante aperto. È un ritorno curioso al mezzo più vecchio che ci sia, la telefonata, da parte di una generazione che in genere i messaggi vocali li ascolta a velocità doppia.
Dalle corti rinascimentali allo smartphone: la storia italiana dei tarocchi
Pochi tra i giovani che li maneggiano sanno che i tarocchi sono nati in Italia, e non come strumento divinatorio. Nel Quattrocento, nelle corti di Milano e Ferrara, circolavano mazzi chiamati "trionfi", usati per un gioco di presa simile a quelli che ancora oggi si fanno con le carte napoletane. I tarocchi Visconti-Sforza, dipinti a mano con foglia d'oro, sono tra gli esemplari più antichi arrivati fino a noi e le loro carte superstiti sono divise tra musei e collezioni, dall'Accademia Carrara di Bergamo alla Morgan Library di New York.
L'uso divinatorio arriva molto più tardi, nella Francia del Settecento, quando alcuni eruditi, Antoine Court de Gébelin su tutti, attribuirono alle figure origini egizie del tutto immaginarie. Da lì la tradizione esoterica passò in Inghilterra e poi negli Stati Uniti, dove all'inizio del Novecento venne pubblicato il mazzo disegnato da Pamela Colman Smith che ancora oggi domina l'immaginario globale. In alcune zone d'Italia, intanto, il tarocco è rimasto un gioco: il tarocchino bolognese o il tarocco piemontese si giocano ancora nei circoli e nelle osterie. C'è quindi una certa ironia nel fatto che un ventenne di Bologna scopra le carte attraverso un'estetica americana, filtrata da un'app cinese, senza sapere che nel bar sotto casa qualcuno le usa per vincere un giro di caffè.
Costi, rischi e limiti della cartomanzia online per i più giovani
Resta il lato meno poetico della faccenda, quello economico. La cartomanzia online ha modelli di guadagno che un pubblico giovane, spesso con entrate limitate o del tutto dipendente dai genitori, non sempre valuta con attenzione: regali virtuali comprati con carta prepagata, abbonamenti mensili a canali "premium", consulti privati il cui costo cresce minuto dopo minuto. Il primo consulto gratuito o scontato è una pratica commerciale diffusa e legittima, il problema nasce quando la domanda diventa un'abitudine e si richiama tre volte nella stessa settimana per la stessa questione sentimentale. Leggere le condizioni, sapere in anticipo quanto costa ogni minuto e fissarsi un tetto di spesa sono accortezze banali, che però in un momento di ansia vengono facilmente messe da parte.
Poi c'è un confine più delicato, quello con il disagio psicologico. Alcuni creator lo dicono apertamente nei loro video: le carte possono aiutare a mettere in ordine i pensieri, non sostituiscono uno psicologo. Per chi attraversa un periodo difficile, e tra i giovani italiani le richieste di supporto psicologico sono aumentate in modo evidente dopo la pandemia, il rischio è usare il mazzo come unico interlocutore, rimandando una conversazione con qualcuno che abbia gli strumenti per ascoltare davvero. La maggior parte di chi mescola le carte su un letto, alle due di notte, lo sa benissimo, ed è forse questo il dettaglio più interessante: si cerca una risposta pur sapendo che la risposta, quasi sempre, era già nella domanda.